Il ciclo di vita di una cava di ghiaia

Ghiaia e sabbia sono tra le più importanti materie prime nel settore edile. Ma l’estrazione di queste materie prime minerali modifica il paesaggio, almeno tempora-neamente. La gestione di un sito di estrazione segue un processo predefinito e struttu-rato che punta a restituire il terreno al suo proprietario dopo aver ripristinato il paesag-gio al termine dell’estrazione. Questo processo garantisce un utilizzo rispettoso delle risorse in ogni fase dell’estrazione, della ricostituzione e della sistemazione finale. Dalla fase di pianificazione al ripristino possono trascorrere 40 anni o anche più. Facciamo insieme un breve viaggio nel futuro.

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Fase di pianificazione e autorizzazione
Il progetto di una cava di ghiaia inizia con un’intensa fase di pianificazione. Gli specialisti della società di ingegneria ambientale incaricata effettuano indagini geologiche dell’area, verificano la qualità del suolo e analizzano il terreno e l’ambiente circostante in conformità ai requisiti in materia di protezione dell’ambiente, della natura e delle acque sotterranee. I risultati di queste indagini e le necessarie misure di protezione vengono riportati in un rapporto di impatto ambientale. Sulla base di questo rapporto, gli uffici cantonali esaminano il progetto e rilasciano un’autorizzazione soggetta a condizione. Tutta questa documentazione è vincolante sia per l’impresa sia per le autorità. Nei documenti di autorizzazione è determinata anche la profondità di estrazione, poiché sopra la falda acquifera deve rimanere sempre uno strato di ghiaia protettivo. In concomitanza con il piano di estrazione, le imprese devono già sviluppare progetti per il ripristino e rilasciare dichiarazioni sugli utilizzi futuri dell’area. La fase di pianificazione può durare fino a 10 anni o anche più.

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Garantire un soprassuolo e un sottosuolo sani
Sono ormai trascorsi 10 anni: a questo punto l’estrazione è stata autorizzata e verrà eseguita a tappe all’interno del perimetro autorizzato. Ma prima di poter iniziare a estrarre ghiaia e sabbia, l’impresa di estrazione deve rimuovere con cura il prezioso strato di soprassuolo e quello di sottosuolo e conservarli temporaneamente in loco. È importante gestire il suolo in modo adeguato così da poterlo poi riutilizzare mantenendone la sua stessa funzione. La legge e le ordinanze disciplinano la protezione del suolo, mentre una direttiva interna al settore concretizza il procedimento per la pratica lavorativa quotidiana. Dai documenti di base è possibile identificare diversi tipi e strati di suolo, il che consente una conservazione a regola d’arte e un corretto ripristino del suolo in un secondo momento.

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Fase di estrazione di ghiaia e sabbia
Comincia ora la fase di estrazione vera e propria. Nastri trasportatori, dumper e autocarri trasportano il materiale grezzo dalla parete della cava all’impianto di produzione: qui la ghiaia viene lavata con acqua e smistata in base alla granulometria. Gran parte della ghiaia e della sabbia estratta verrà utilizzata in un secondo momento come materia prima per la produzione di cemento. Le pietre più grandi vengono selezionate, frantumate e nuovamente smistate in base alla granulometria. Da qui si ottengono pietrisco e sabbia frantumata, usati prevalentemente per produrre fondo stradale. Ghiaia, sabbia e pietrisco trovano impiego anche in forma non legata, per esempio nella costruzione di infrastrutture, nel giardinaggio oppure nei campi da gioco e nei campi sportivi. La ghiaia viene estratta in diverse tappe, ciascuna delle quali necessita di un’autorizzazione delle autorità competenti prima dell’inizio dei lavori.

La cava di ghiaia viene nuovamente riempita
Il paesaggio all’interno del perimetro autorizzato viene sfruttato solo temporaneamente dall’attività di estrazione. Una volta estratta la ghiaia nella prima tappa, in genere ha direttamente inizio la fase di ricostituzione. Pertanto, nella maggior parte dei casi all’interno dell’area di estrazione autorizzata si procede all’estrazione in una zona, mentre la zona accanto viene già ricostituita. In conformità all’autorizzazione, in quasi tutti i casi le cave di ghiaia vengono riempite con materiale di scavo pulito. Il processo di ricostituzione è accompagnato da controlli severi per garantire la protezione delle acque sotterranee e dell’ambiente. Poco alla volta, grazie alla ricostituzione l’area riacquista così la sua forma originaria.

Superfici di compensazione e promozione della biodiversità durante l’estrazione
L’estrazione di ghiaia modifica temporaneamente il paesaggio, creando al contempo habitat preziosi per piante e animali. Grandi macchinari provvisti di enormi benne percorrono la zona, mentre nelle vicinanze il corriere piccolo, la rondine riparia, il rospo calamita e la cavalletta celestina vivono tranquillamente la propria vita. Gli habitat dinamici delle specie pioniere si sviluppano analogamente a quelli dei paesaggi golenali. Da quando i fiumi dell’Altopiano sono stati rettificati, tali paesaggi sono diventati rari. Come nelle zone golenali, anche nei siti di estrazione si formano pozze e superfici ruderali. Inoltre, con l’impiego di mezzi meccanici, le imprese di estrazione di ghiaia creano nuovi habitat e se ne prendono cura, in quanto sono spazi vitali sostitutivi importanti per la sopravvivenza delle specie pioniere. Oggigiorno, la creazione di superfici di compensazione e la promozione della biodiversità durante la fase di estrazione  fanno ormai parte integrante della progettazione dei siti di estrazione di ghiaia.

La cava di ghiaia come luogo didattico
Le imprese di estrazione di ghiaia sono disponibili a condividere informazioni sulla convivenza tra attività industriale e processi naturali. Offrono visite guidate, creano percorsi didattici e luoghi di apprendimento. Queste iniziative sono rivolte sia ai bambini sia agli adulti. Accanto ai grandi macchinari utilizzati per l’estrazione di ghiaia o per la ricostituzione, anche la fauna locale, le piante speciali e gli aspetti geologici possono suscitare l’interesse dei gruppi di visitatori.

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ricoltivazione e compensazione ecologica
Trascorsi 40 anni, le attività di estrazione si avviano al termine. Il sito di estrazione viene riempito e si prepara la plania grezza, con la quale dovrà essere realizzato il terreno secondo la pianificazione. I tecnici verificano che le altezze di riempimento siano corrette e le autorità competenti collaudano i lavori. Nel piano di sistemazione finale autorizzato è descritto come dev’essere realizzata la superficie per il suo utilizzo futuro. Sarà una superficie di compensazione ecologica o una superficie utile? Per le superfici agricole o boschive vengono sistemati accuratamente il sottosuolo e il soprassuolo. Gli spessori degli strati di suolo di riempimento dipendono dall’obiettivo di ricoltivazione autorizzato. Non appena è stato sistemato, il suolo deve essere rapidamente ricoperto di vegetazione per proteggere la fertilità del terreno.

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Riutilizzo della superficie
La ricoltivazione del suolo è terminata. Per i terreni agricoli, nei prossimi quattro anni il suolo verrà gestito in modo rispettoso e rigenerante. In questo periodo l’attenzione sarà rivolta non alla resa, bensì alla protezione del suolo. Il rimboschimento di un’area forestale dopo la ricoltivazione viene effettuato sulla base di un piano di rimboschimento. Particolarmente impegnativa è la gestione delle superfici di compensazione ecologica, che prosegue fino a quando la vegetazione prevista non ha colonizzato l’area, il che può richiedere da tre a dieci anni.

Al termine della gestione successiva il ciclo si chiude: per lungo tempo la cava di ghiaia ha fornito materie prime importanti, poi è stata riempita con materiale di scavo pulito, ricoltivata e ora può essere nuovamente utilizzata per l’economia agricola o forestale. La compensazione ecologica offre un valore aggiunto per la promozione della biodiversità.

Fase di pianificazione e autorizzazione. Hansueli Schärer
Garantire un soprassuolo e un sottosuolo sani. Hansueli Schärer
Parete della cava di ghiaia nella fase di estrazione.
Con l’impiego di mezzi meccanici, le imprese di estrazione di ghiaia creano nuovi habitat e se ne prendono cura.
Nastri trasportatori per il trasporto dalla parete della cava all’impianto di produzione.
La ghiaia viene lavata con acqua e smistata in base alla granulometria.
L'impresa di estrazione di ghiaia come luogo didattico.
Come nelle zone golenali, anche nei siti di estrazione si formano pozze e superfici ruderali.
Una volta estratta la ghiaia nella prima tap-pa, in genere ha direttamente inizio la fase successiva, ossia la ricostituzione.
Il sito di estrazione viene riempito e la plania grezza viene realizzata secondo il piano di sistemazione finale.
La plania grezza è pronta per il collaudo da parte delle autorità competenti.
Per le superfici agricole o boschive vengono sistemati accuratamente il sottosuolo e il soprassuolo. Gli spessori degli strati di suolo di riempimento dipendono dall’obiettivo di ricoltivazione autorizzato.
Il paesaggio è ripristinato e può essere utilizzato a scopo agricolo.