Distanze minime per le cave di ghiaia: sentenza del Tribunale federale su Ginevra e nuova mozione popolare a Friburgo

24º marzo 2026 – Un'iniziativa popolare ginevrina chiedeva una distanza minima generale di 300 metri tra le zone di estrazione o di discarica e le zone residenziali. Con la sua sentenza della fine del 2025, il Tribunale federale ha ora stabilito importanti linee guida per le normative cantonali relative a tali distanze.

Alla fine del 2025, con la sentenza (*1C_649/2024) relativa all’iniziativa popolare ginevrina IN 197, il Tribunale federale ha stabilito importanti linee guida per le normative cantonali in materia di distanze minime tra le zone di estrazione o di discarica e le zone residenziali. L'iniziativa richiedeva, tra l'altro, una distanza minima generale di 300 metri tra gli impianti in questione e le zone residenziali. Il Consiglio di Stato ginevrino ha tuttavia dichiarato invalida questa parte dell'iniziativa. Il Tribunale federale ha ora confermato questa valutazione e ha stabilito che una distanza minima fissa senza un esame caso per caso non è compatibile con la legge sulla protezione dell'ambiente e con il principio di precauzione.

Il tribunale ha sottolineato che la protezione della popolazione da effetti nocivi o fastidiosi, ad esempio causati da rumore, polvere o altre emissioni, è già ampiamente disciplinata dal diritto federale. Sono determinanti i limiti di emissione alla fonte, i valori limite di immissione e una ponderazione degli interessi relativa al sito e al progetto. Prescrizioni di distanza forfettarie senza differenziazione contraddirebbero questa sistematica, poiché sostituirebbero la necessaria valutazione caso per caso.

Nel febbraio 2026 è stata presentata nel Cantone di Friburgo una mozione popolare che, nell'ambito della revisione della legge sulla pianificazione del territorio e sulle costruzioni, richiede una distanza minima di 200 metri tra le cave di ghiaia e le zone edificabili. L'iniziativa prevede tuttavia che tale distanza possa essere ridotta in casi eccezionali, a condizione che vengano adottate misure adeguate per la protezione della popolazione residente.

Il Consiglio di Stato di Friburgo respinge la mozione popolare. Nella sua presa di posizione sottolinea che il progetto di legge da esso già approvato rinuncia consapevolmente a stabilire una distanza fissa. La legge dovrà invece sancire semplicemente il principio secondo cui le zone di estrazione devono trovarsi a una distanza adeguata dalle zone edificabili, in modo che nelle procedure di pianificazione rimanga possibile una ponderazione degli interessi in base alla situazione specifica. Allo stesso tempo, il piano settoriale cantonale per l'estrazione di materiali (SaM) prevede distanze minime di 100 metri dalla zona edificabile e di 50 metri dai gruppi di edifici al di fuori della zona edificabile. Il Consiglio di Stato fa inoltre esplicito riferimento alla sentenza del Tribunale federale del 31 dicembre 2025.

Per il settore dei materiali da costruzione e dell'economia circolare è fondamentale che le norme relative agli impianti di estrazione e di lavorazione rimangano in linea con il quadro giuridico federale. La protezione della popolazione dalle emissioni è una questione centrale. Allo stesso tempo, deve essere garantito che i progetti di estrazione possano essere valutati nell'ambito di un esame specifico per ciascun progetto e che l'approvvigionamento a lungo termine di materie prime minerali rimanga assicurato.

Gli sviluppi a Ginevra e Friburgo dimostrano che le questioni relative alle distanze minime tra gli impianti di estrazione delle materie prime e le aree abitate continueranno ad avere rilevanza politica e giuridica anche in futuro. Baustoff Kreislauf Schweiz seguirà con attenzione gli ulteriori sviluppi e, ove necessario e possibile, interverrà.

*Disponibile solo in francese