Economia circolare: il Parlamento approva la legge

28º giugno 2024 – Nella sessione primaverile il Parlamento ha approvato la revisione della Legge federale sulla protezione dell’ambiente. La revisione poggia sull’iniziativa parlamentare «Rafforzare l’economia circolare svizzera» e mira a creare migliori condizioni quadro per un’economia circolare in Svizzera. L’entrata in vigore della legge è prevista per la seconda metà dell’anno con successiva predisposizione della sua attuazione.

La revisione della Legge sulla protezione dell’ambiente approvata dal Parlamento mira a creare condizioni quadro favorevoli per un’economia circolare svizzera. I rifiuti devono essere riutilizzati e i materiali riciclati, laddove ciò comporti un reale valore aggiunto, mentre il monopolio dei rifiuti urbani deve essere smantellato solo in maniera graduale. L’Associazione Materiali di costruzione circolari Svizzera si dichiara soddisfatta del disegno di legge, anche perché essa si basa su incentivi e non su divieti oltre che continuare a garantire il margine d’azione imprenditoriale. L’esito per il nostro settore si declina nei cinque punti sotto specificati:

  1. Si è deciso di rinunciare all’obbligo di riciclaggio del materiale di scavo e alle relative regolamentazioni prescritte dalle autorità sul riempimento. Anche in futuro, la priorità attribuita al recupero del materiale di scavo pulito durante il riempimento sarà pari a quella accordata al riciclaggio dei materiali.

  2. Il Consiglio federale è chiamato a fissare requisiti mirati a favorire l’impiego di prodotti da costruzione rispettosi dell’ambiente. È stata tuttavia abbandonata l’opzione relativa alla determinazione di valori limite e quote forfettarie. Gli eventuali requisiti di cui sopra poggiano su una valutazione complessiva della sostenibilità sulla base dell’opera edile e del suo ciclo di vita. Questo punto è fondamentale per i prodotti del settore degli inerti, del calcestruzzo e del riciclaggio, che, sul piano dell’energia grigia, risultano inferiori ad altri materiali da costruzione. Non è così, invece, in fase di utilizzo e quindi di consuntivo finale, quando i medesimi prodotti si rivelano al contrario superiori agli altri materiali edili.

  3. Eventuali requisiti fissati per i prodotti da costruzione sono oggetto di coordinamento a livello internazionale nonché assoggettati a conformità alla Dichiarazione ambientale di prodotto europea. Si tratta di una puntualizzazione essenziale, in quanto la Dichiarazione ambientale di prodotto europea, approvata dal Parlamento europeo il 10 aprile 2024, tiene in adeguato conto la fase di utilizzo. Grazie all’opera di coordinamento internazionale e ai relativi accordi tra Paesi, la Dichiarazione ambientale di prodotto europea confluirà anche da noi nelle norme sui prodotti e nel controllo della produzione in fabbrica (CPF).

  4. Nonostante il rifiuto opposto dal nostro settore, le forze politiche si sono espresse a favore di un successivo adeguamento della Legge sull’energia. I Cantoni sono pertanto chiamati alla determinazione di valori limite per il consumo di energia grigia nelle nuove costruzioni. È convinzione condivisa nel settore, che tale pratica si ponga in conflitto con la valutazione complessiva basata sull’opera edile e sul ciclo di vita, ora sancita dalla Legge sulla protezione dell’ambiente.

  5. La Confederazione rinuncia a una gestione autonoma di piattaforma dedicate alla salvaguardia delle risorse e al rafforzamento dell’economia circolare. È tuttavia aperta alla concessione di un supporto di tali piattaforma gestite da aziende.

Data la scadenza a breve del termine, potenzialmente non utilizzato, per la proposta di referendum, si prevede che la legge entri in vigore nella seconda metà dell’anno con un successivo approntamento delle misure di attuazione.